giovedì 28 febbraio 2013

"Storie di viaggi": Viaggiare e Lo Spazio


di Vezio Ugo Mari


VIAGGIARE

Nello spirito dell’uomo
v’è la voglia d’avventura
di sentir un altro suono
e scoprir l’estrema dura.

C’è chi viaggia per piacere
c’è chi viaggia per lavoro
per chi vuole poi tenere
un ricordo, un ninnol d’oro.

C’è chi pensa alla scoperta
di trovare cose nuove
con la mente molto aperta
riportando delle prove.

Ma chi viaggia perché costretto
dal bisogno del lavoro
si sacrifica poveretto
per trovar il suo coro.

Poi esiste l’avventura
che nel viaggio si ritrova
di  aver anche paura
o per mettersi alla prova.

Imbarcatevi ragazzi
siate forti e coraggiosi
su, viaggiate come pazzi
per paesi favolosi.

Questo mondo vi aspetta
per scoprire altri paesi
o da soli, o con navetta
voi sarete sempre attesi.


LO SPAZIO

Nelle sere in Estate
si rimira tante stelle
cono tutte illuminate
sono grandi e belle.
C’è la stella più brillante
e la piccola lontana
una immagine eclatante
una storia molto arcana.
Ci poniamo una domanda
che sappiamo delle stelle
una incognita umana
noi vediam che sono belle.
Chi può dire con certezza
quanti mondi ha lo spazio
noi vediamo la bellezza
come fosse un Topazio.
Il mistero nello spazio
è profondo e segreto
sembra quasi un miraggio
una storia di Amleto.
La scoperta dei pianeti
sarà dunque il futuro
noi sapremo i segreti
dello spazio tanto scuro.
Tanti uomini e donne
se ne andran nella galassia
astronavi senza gomme
messaggeri di ambascia.
Con la Luna e anche Marte
noi abbiamo conoscenza
è con Giove che si parte
è il nuovo della scienza.
Nello spazio è l’imprevisto
che gli uomini affronteranno
mai nessuno ancora ha visto
i pericoli e il danno.
L’uomo ama l’avventura
anche per necessità
e la vita sarà dura
in tanta immensità.
                                               
                               

lunedì 25 febbraio 2013

"Storie di viaggi": viaggio Milano - Legnano




 VIAGGIO MILANO- LEGNANO

di Maria Antonietta Peverati

Nei primi anni del dopo guerra, fine anni quaranta, inizio anni cinquanta, era grande festa per me e mia sorella quando mamma e papà decidevano di andare a Legnano dove vivevano i parenti da parte di papà. Ciò succedeva tre o quattro volte all’anno.


Ci si alzava presto la domenica mattina perché da Viale Monza, dove abitavamo a Milano, si doveva arrivare in Corso Sempione, nei pressi dell’Arco della Pace, al capolinea del mitico tram chiamato “El gamba de legn”, percorso Milano-Legnano. 
Con il grande entusiasmo dei bambini prendevamo posto sui sedili di legno accanto ai finestrini dove, con i visi incollati ai vetri seguivamo il percorso in città e poi oltre la Gallaratese, attraverso piccoli borghi, paesini e tanta campagna coltivata che secondo le stagioni ci offriva i suoi colori, il verde tenue della primavera, l’oro delle messi d’estate e gli splendidi contrasti in autunno. La velocità ridotta ci permetteva di osservare questa parte di mondo così diversa dal nostro vivere in città. Le numerose fermate ad ogni borgo di quattro case erano un continuo saliscendi di persone, quasi sempre contadini vestiti a festa con grandi ceste e grossi fagotti, probabilmente in visita a parenti. In un periodo in cui ci si spostava in bicicletta oppure su carretti, almeno la domenica si concedevano il lusso di viaggiare più comodi.
Dopo circa due ore di viaggio scendevamo a Legnano, altri venti minuti a piedi ed eccoci arrivati dalla zia Marietta, la sorella maggiore di papà, la zia ricca dicevamo perché aveva una grande casa con un bellissimo giardino. La zia era piccola e grassottella, severa e benestante ma molto avara, solo quando arrivava papà, il fratello prediletto, allentava i cordoni della borsa e ci offriva un lauto banchetto, apparecchiato nell’antica sala da pranzo, aperta solo per le occasioni speciali. Il primo ad accoglierci era Silvio(nome abbastanza insolito per quei tempi), un cagnolino che fungeva da guardiano che abbaiava e ringhiava ferocemente finché non veniva slegato, dopo di ché era tutto un correre e saltarci addosso festoso. Assomigliava tantissimo alla zia, praticamente una palla di lardo, ma più simpatico ed affettuoso con noi bambine, era il nostro giocattolo della giornata.
Lo zio Amerigo, su di un lato del giardino aveva un bel laboratorio di falegnameria e a volte ci faceva trovare un giocattolo di legno.
A pranzo terminato mentre gli adulti, allegri dopo aver bevuto qualche bicchiere in più se la raccontavano, noi scorrazzavamo per il giardino in assoluta libertà, seguiti da Silvio, il cagnolino. Gli alberi da frutto, secondo le stagioni, erano un dolce invito e spesso salivamo tra i rami meno alti a coglierne i frutti. Sul limitare del giardino, in fondo e quasi abbandonato, c’era un piccolo bosco, umido e ombroso e qui era il nostro mondo fantastico, dove tra rami di noccioli gli uccellini cantavano indisturbati, la luce filtrava tra le foglie ed era tutto avvolto in un alito di mistero che ci trasformava in fate e folletti, finché il richiamo dei genitori ci riportava alla realtà.
Il viaggio di ritorno era quasi un’incognita perché poco dopo essere saliti sul tram che ci riportava a Milano, con il buio e lo sferragliare delle rotaie, ci addormentavamo stanche ma felici della nostra bella giornata trascorsa nientemeno che a Legnano.

domenica 17 febbraio 2013


RAP A PADERNO DUGNANO

Il rap a Paderno Dugnano è arrivato con Mirko Minniti. Ha 30 anni , lavora come addetto alle vendite nella grande distribuzione. Sberla è il suo nome d’arte, asciutto e spontaneo come la sua musica. Priva di volgarità,  racconta di amicizia e storie di tutti i giorni, come vuole la cultura hip hop, della quale il rap è la “voce narrante”. Nel suo  Rhithm And Poetry (RAP) il  rapper padernese spesso cita Paderno Dugnano, città dell’ hinterland milanese nella quale abita.

Il 13 febbraio è uscito il suo nuovo singolo, dal titolo “Di fronte alle difficoltà”, il disco è in vendita on line al costo di 1 euro, la metà del ricavato andrà in beneficenza, per la difesa dei diritti umani.
Ma Mirko coniuga la passione della musica con lo studio. Affascinato dalla storia dell’ Hip Hop, da anni si occupa seriamente di questa musica, tanto da disporre già di un curriculum di tutto rispetto: nel 2006 esce il suo primo cd e segna la sua crescita alimentata dallo studio e dall’applicazione.
Il primo album, “Distanze”, è uscito su Myspace, nota comunità virtuale e propone 5 brani prodotti da Hiko della Ov Grooverz Crew.  La determinazione di Mirko lo  porta a  collaborazioni preziose e ad alto livello, come, ad esempio, quella con Molella, disc jockey radiofonico  e produttore discografico italiano, e alla pubblicazione di un singolo in una compilation di Radio 105, prestigioso network milanese.
Convinto delle proprie scelte, Mirko Minniti nel 2011 apre  “Back Jump”, una creative factory che, oltre ad altre proposte, si occupa di video, grafica e graffiti e nella quale Sberla cura  il settore audio. I progetti musicali di Mirko sono caratterizzati da freschezza e originalità, ma soprattutto attraverso la musica e le parole, Sberla spera di riuscire a trasmettere quella positività che ispira il rap e si realizza nei suoi testi.  Il rapping di Mirko può essere ascoltato da chiunque e a qualsiasi età e a noi piace che trasmetta i principi ispiratori di pace, amore e fratellanza e , per dirla come Sberla, “Peace for all!!!” .

giovedì 14 febbraio 2013

Giovanni Giovannetti e una pista di letture

Abbiamo conosciuto Giovanni Giovannetti grazie al Circolo Restare Umani il 12 gennaio alla Tilane dove, insieme alla bella mostra fotografica “Occupy Wall Street”, c’è stato un incontro con uno straordinario fotoreporter e giornalista che ci ha parlato della sua esperienza professionale. 
Ci ha mostrato degli scatti dei suoi lavori e ci ha parlato della sua passione civile in difesa della libertà e dei diritti umani nella città dove vive e lavora: Pavia. Proprio in quella settimana c’era un lungo articolo dell’Espresso sulla criminalità organizzata a Pavia e un servizio sull’attentato che lui aveva subito. Ignoti avevano cercato di incendiare,danneggiandolo,il suo ufficio e archivio proprio in concomitanza con le sue denunce contro la criminalità mafiosa nell’urbanistica cittadina. Lui stesso ci aveva presentato anche la sua casa editrice Effige ed alcuni suoi volumi. Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, urbanistica, Pavia, n’drangheta.
Di lui e del suo lavoro poi abbiamo parlato con Giampaolo Spinato, ad un’altra iniziativa di Restare Umani, il “2°reading di Poesia e narrativa” del 26 gennaio. Spinato ci aveva raccontato del suo book fotografico realizzato proprio con Giovannetti che possiede la più grande raccolta di ritratti fotografici di poeti e scrittori . In quell’occasione Spinato mi ha ricordato che devo ancora leggere il suo libro sul rapimento Moro e sui misteri che lo avvolgono e che lui,in qualche maniera, ha sfiorato con la sua creatività letteraria. Il libro si chiama “Amici e nemici”.
Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, Moro, mafia, Roma.
Proprio in quei giorni stavo leggendo un libro,del 1995,di Giorgio Galli dal titolo “La regia occulta. Da Enrico Mattei a Piazza Fontana”.La tesi di quel libro è che quasi tutti i misteri italiani siano da ricondurre ad uno stato parallelo, inquinato dalla criminalità organizzata che si è inserita in tutti i momenti difficili della storia del nostro Paese. Quel libro parla a lungo dei misteri legati alla morte di Enrico Mattei, della vicenda del petrolio e del ruolo di Cosa Nostra. Siamo nel 1962. Ma poi il racconto di Galli arriva ai giorni nostri e accenna anche al rapimento Moro. Mi sono rimaste alcune impressioni: Mattei, petrolio, Pavia, mafia, Moro.
Qualche giorno dopo, il Corriere della Sera del 6 febbraio, ha dato ampio spazio al libro del ”nostro” Giovanni Giovannetti, ”Frocio e basta”, sull’omicidio di Pasolini. Un’omicidio tra sfondo sessuale e documenti scomparsi su Cefis. Il libro parte dalla scomparsa di 78 fogli dell’ultimo manoscritto di Pasolini “Petrolio”. Pagine che parlerebbero degli intrecci tra petrolio servizi segreti, politica, ambienti economici e criminalità organizzata sullo sfondo delle vicende di Cefis e della morte di Mattei. Fogli che sarebbero stati anche in possesso del senatore Marcello Dell’Utri. Salvo poi sue smentite. Mi sono rimaste alcune impressioni: Giovannetti, petrolio, Pasolini, criminalità organizzata.
Da questi incontri ho tratto la convinzione di consigliare la lettura di tre libri ”Frocio e Basta” di Giovanni Giovannetti, ”La regia occulta”di Giorgio Galli e “Amici nemici” di Giampaolo Spinato perché anche se io non credo alle tesi “complottiste”, a volte la realtà, sotto i nostri occhi, non è così comprensibile. E’ vero che la storia può essere più semplice di come ci viene raccontata. Non esiste un’unica regia e nemmeno Belzebù. Però molti sono gli indizi e quando le “coincidenze” sono troppe ..non si dice che cambiano di nome e diventano “prove”? Non è forse che la realtà sia più terribile di come la vediamo. E poi riusciamo a veder davvero quello che succede? Qualche giorno fa ho sentito un bravo reporter (Riccardo Diacona) dire che bisogna vedere quelle che è sotto gli occhi di tutti e di cui invece non ci accorgiamo.Gli scoop e le notizie e gli intrecci sono lì davanti ai nostri occhi. Come si accumula la ricchezza? Dove e chi evade le tasse? Chi e come non paga i contributi ai propri dipendenti, non fattura, specula sui terreni, ruba, fa i falsi in bilancio? E questa illegalità diffusa e spicciola è sotto gli occhi di tutti. E’ così scontata che a volte non riusciamo a vederla, proprio come i grandi enigmi.
Gianfranco Massetti

lunedì 4 febbraio 2013

Il Reading sulla stampa locale


La stampa locale ha seguito il 2° Reading di Poesia e Narrativa di Paderno Dugnano e ne ha dato conto ai lettori con annunci e servizi. Qui sopra potete vedere quello pubblicato venerdì scorso da Il Notiziario firmato da Enrico Englaro.