sabato 23 marzo 2013

Poesia non letta al reading


Vi propongo ora una mia poesia non letta al reading

Il viaggio della rondine

Spara il cacciatore
e mentre in alto voli
rapida la morte giunge.
Corpo cader non vuole
all'anima appeso
bloccate le rosse ali
lento al mare punta
tal che la fedele
fiera
recuperar non possa.
Ricorda il cielo
il perduto amico
al giunger suono
di libere onde
da tempo non più settime.

Nota:
Ho pensato ad una rondine nel suo "viaggio" verso climi migliori e alla sua morte in volo colpita dai pallettoni di un fucile.
L'anima pura di questo uccello ha una tale forza che mantiene le ali insanguinate aperte e  permette al volatile di giungere al mare senza che possa essere raggiunto dai cani del cacciatore.
La rondine ha per amico il cielo che l'ha sempre ospitata libera e così preferisce ricordarla anche adesso che giunge al mare.
Le onde del mare non le possono ridare la vita e la libertà come hanno fatto con Papillon.


venerdì 22 marzo 2013

"Storie di viaggi": Il viaggio verso dove tutto è cominciato



IL VIAGGIO VERSO DOVE TUTTO È COMINCIATO
 (il viaggio verso il luogo dove sono nata)

di Paola Di Furia


Largo Ferrandina, 1 80100 Napoli. “Caserma della cavalleria secolo XVIII, già villa di Don Garcia di Toledo”. La casa dove sono nata è monumento nazionale, ma tra i due fatti non c’è nessun nesso causa-effetto.

Lì tutto è cominciato, dietro la penultima finestra a destra, ultimo piano, con tre dolori forti, nel liquido amniotico e nel sangue, sono uscita dal corpo di mia madre. Dietro l’ultima finestra a destra, ultimo piano, qualche giorno prima, ha cacciato l’ultimo respiro mio nonno che, così, non ho mai conosciuto. Da quei vetri sottili e vibranti al sole, alla pioggia e al vento, la sua anima è uscita e la mia è arrivata.

Napoli è città solare solo nel suo paravento esterno, prospiciente il grande mare e il respiro vulcanico del Vesuvio, ma la sua vera essenza è oscura e sotterranea. E’ la realtà delle strade che, anche quando qua le consideriamo larghe, sono strette e il cielo è compresso in alto sopra le vecchie case che, per guardarlo, ti viene il torcicollo.

Tornare a Napoli, per me, è calarmi nelle grotte di tufo che stanno sotto l’impiantito, lucido alla pioggia e secco all’aria, delle strade. In quel sotterraneo c’è il mio Centauro personale (chi non ha letto Caduto fuori dal tempo di David Grossman lo faccia subito, per favore!) che, mezzo uomo e mezzo cattedra, sta scrivendo la mia storia.

Sta lì, scrive e mi aspetta. Se voglio sapere come va a finire, devo avere il coraggio di avvicinarmi a lui, mettere la mia testa accanto alla sua, spaventosa, e chinarmi a leggere la riga dopo.

(8 dicembre 2012)





Letto da: Daniela Camorali

sabato 9 marzo 2013

"Storie di viaggi": Crescere, Hai scritto ti amo sul fondo del mare e Il treno del tempo


di Dalila Festosi



CRESCERE
Ascolto silenziosa
gli echi stanchi
del mio passato
la lotta infinita
tra cuore e ragione
che lacerò
la mia anima.
Ascolto in silenzio
i resti esanimi
di parole,
di attimi,
di sogni infranti
e percorro la mia strada,
il continuo viaggio
verso me stessa.

HAI SCRITTO TI AMO SUL FONDO DEL MARE
C'era il sole caldo
quel giorno
e il mare col suo ritmo
incessante
a farmi compagnia.
Il futuro un'incognita,
i sogni una necessità.
Tu leggesti nei miei occhi
la foschia dei dubbi
così hai scritto
un pegno d'amore
in fondo al mare
regalandomi una certezza,
un posto nel mondo
dove iniziare il nostro viaggio.

IL TRENO DEL TEMPO
Ci sono giorni che non aspettano,
Corrono
Inafferrabili
Come un treno diretto.
Aspetti inutilmente di salire
Corri
Mentre il fumo
Offusca i pensieri
La paura
Fischio senza fine,
Riecheggia nel cuore
Eco di ciò che non avrai.
Speri in un altra fermata
Un treno
Fantasma del tempo che hai perduto.

martedì 5 marzo 2013

"Storie di viaggi": Penelope


PENELOPE

di Stefania Peverati


Scende la tenebra ancora e – ancora sola, disfo la tela.
Mi muovo piano, compio gesti accorti, con gli occhi socchiusi nella penombra.
Mi sento così stanca questa notte, sebbene in apparenza non ne abbia ragione.
Non ho solcato onde tumultuose, non ho valicato aspre alture,
non ho consumato le mie suole lungo strade desolate di pietre sconosciute.
Non mi sono allontanata dal mio telaio, dalla mia stanza a picco sul mare, dalla mia finestra aperta sull’oscurità,
da cui posso ascoltare laggiù, le onde infrangersi sulla scogliera,
e in alto nel cielo ammirare la luna, rotonda come una madre benevola.
Eppure sono andata così lontano, in questo mio viaggio invisibile e lungo, lungo e lento, lento e profondo.
Profondo - quanto è profonda la mia solitudine.
A me non è occorso recarmi altrove, per sostenere grandi sfide.
A me non è occorso andare a cercare orribili creature da affrontare su isole remote,
perché ho potuto incontrarne negli abissi del mio cuore, negli antri bui della mia mente.
Non mi sono sfuggiti, né io ho potuto negarmi a loro.
Qui, tra le quattro mura di questa stanza, siamo stati soli - io e i miei mostri.
Notte dopo notte, li ho guardati diritto negli occhi, li ho affrontati a mani nude,
con movimenti precisi, puliti e ripetuti.
Mentre disfacevo la mia tela, uno a uno li ho debellati.
Uno a uno, meticolosamente, di loro mi sono liberata.
Ogni fibra che ho sciolto da questa tela è un vincolo allentato intorno al mio cuore,
ogni nodo districato è un soffio di vento che porta profumi di zagare e di mare e gonfia le vele dell’anima mia,
ed ora, in piedi sul davanzale di questa finestra spalancata, la sento – la brezza che mi sfiora la pelle,
e la vedo – quella carezza di luce laggiù all’orizzonte, è proprio in quell’immensità che voglio andare a riposare.
Mancava un ultimo nodo, un passo nel nulla soltanto –  ora sono pronta a salpare.

Corso di giornalismo: Restare Umani presenta PADERNO è


Il corso di giornalismo e scrittura giornalistica, organizzato dal Circolo Culturale Restare Umani, si è praticamente concluso con la realizzazione del periodico “PADERNO é”, un tabloid a 4 pagine ideato e scritto dalla redazione costituita dai partecipanti al corso.
Il tabloid è in fase di chiusura e contiene numerosi articoli e interviste su temi quali, l'associazionismo sportivo, la musica autoprodotta a Paderno, la creazione di nuove imprese locali, il cinema tra grande distribuzione e cineforum, storie urbane e nuove tendenze di consumo.
Quando sarà finalmente chiuso, "PADERNO è", verrà stampato in poche copie su carta e diffuso invece in centinaia di copie in formato digitale tramite la posta elettronica. Ma non si tratterà solo di un saggio di fine corso, destinato a restare numero unico. L'idea della redazione è far seguire al numero uno il numero due e via via tutti gli altri che verranno realizzati e distribuiti ogni mese. Paderno Dugnano si arricchità così di una nuova voce.
Hanno partecipato alla redazione: Beatrice Feudale, Claudia Romanò, Franco Grigioni, Ruggiero Molinari, Ilaria Cardellicchio, Lucia Genco

domenica 3 marzo 2013

"Storie di Viaggi": L'amore infinito


L'AMORE INFINITO

di Simona Rossi (8 anni)


Tu mi guardi io ti guardo
Tu con gli occhi di smeraldo
Tu lassù
Io quaggiù.
Cosi' lontani i sentimenti si formano
Ti starei vicino come un fiore che sboccia su un ramo
E ora ho l'unico pensiero di dirti ti amo.