sabato 6 dicembre 2014

IL SALUTO DI ROSANNA PER IL CIRCOLO RESTARE UMANI

Riceviamo il caloroso saluto di Rosanna ed il regalo del pensiero di Augusto.

"Apri il cuore e accontentati di quello che il sole scalda e la vita concede. Tutti siamo invitati alla festa della vita, dimentica i giorni d'oscurità, qualsiasi cosa sia successa, non è la fine..."
Augusto Daolio    

Siamo noi che ti ringraziamo per la bella, gioiosa e commovente serata che ci hai regalato assieme a Marco ed Ovidio.



lunedì 10 novembre 2014

TRIBUTO A CARLO ARCARI

Lo scorso 27 settembre Adriano propose al Circolo Restare Umani di organizzare uno spettacolo in musica e parole dal titolo:

LE TUE PAROLE AL VENTO

i ricordi di viaggio con Augusto
Musiche, proiezioni, ricordi, colori, parole e strade di vita percorse insieme ad Augusto


Rosanna Fantuzzi, compagna del mitico Augusto Daolio, con l'Associazione Augusto per la vita, nata pochi mesi dopo la sua morte, con questi spettacoli dal 1993 ha donato borse di studio a giovani ricercatori per la ricerca contro il cancro.

Carlo ne fu subito entusiasta e la definì: una bellissima iniziativa.
Si adoperò immediatamente per realizzarla con tutte le sue forze.

Oggi vogliamo proporvela come un commosso e nello stesso tempo gioioso

TRIBUTO A CARLO ARCARI



Le tue parole al vento

… e il viaggio continua, continua la lunga strada tracciata da Augusto Daolio, continua il suo dialogo con il pubblico; un discorso fatto di musica, poesia, pittura e immagini. Abbiamo camminato e visitato teatri, luoghi d’incontro, piazze e visto splendidi panorami…  abbiamo raccolto gli abbracci di tante persone e ci siamo emozionati e commossi di fronte all’affetto e all’amore dimostrati per Augusto, per l’Associazione Augusto per la vita e per tutti noi.

Il nostro viaggio, la nostra corsa per raggiungere i luoghi è stata ripagata dalla grande partecipazione… dall’emozione. Per questa ragione il viaggio continua con la rinnovata voglia di portare con noi la musica, la poesia, l’arte e l’abbraccio di Augusto.

Lo spettacolo in Musica e Parole si chiama come il libro : “Le tue parole al vento”, prende il titolo da questo che Rosanna Fantuzzi ha appunto scritto con Marco Bezzi, parla del viaggio di vita che Rosanna ha fatto con Augusto… della loro storia e … di tante e tante storie, di racconti, di momenti e spaccati di vita.
Lo spettacolo parte all’insegna del pensiero, dell’emozione e dell’allegria.  Con “Le tue parole al vento” si vuole tracciare un profilo di Augusto e portare al pubblico la meraviglia incantata delle sue poesie e l’atmosfera di una manciata di belle canzoni; quelle che Augusto amava suonare nei dopo cena… nei dopo concerti, per pochi, fra amici…quelle canzoni che cantava e che accompagnavano i viaggi suoi con Rosanna.

Sarà appunto Rosanna con l’Associazione ad accompagnare, presentare
e raccontarci questa bella, inesauribile, emozionante storia. Rosanna ci accompagnerà e piano piano aprirà le porte del suo mondo e assisteremo a proiezioni, letture, immagini ed emozioni musicali.

Questo è lo Spettacolo Itinerante che porta con se i motivi musicali, i pensieri e gli scritti che meglio incorniciano le storie, come in una ideale colonna sonora.
Le Musiche suonate da Ovidio Bigi e la Voce di Marco Bezzi le parole di Rosanna e gli scritti di Augusto ci accompagnano in questo nuovo viaggio di ricordi, di avvenimenti in musica e colori.

“Le tue parole al vento” è un treno che riparte, e che con il suo carico di emozione ricomincia a camminare sulla strada della musica, dell’arte e della più grande fra le virtù che Augusto sempre considerò immancabile… l’amicizia.
Vi aspettiamo, abbiamo voglia di dire che “… è stato bellissimo”,
come faceva Augusto ogni volta che chiudeva un Concerto.



L’ASSOCIAZIONE AUGUSTO PER LA VITA

Raccontare oggi come sia nata e come si sia diffusa l’Associazione Augusto per la Vita, mostrando i risultati che si sono raggiunti, ha davvero dell’incredibile.
Il giorno dell’ultimo saluto ad Augusto le persone si sono sentite di lasciare un’offerta è stato uno dei modi per dimostrare affetto, partecipazione e sgomento per la sua perdita.
Si raccolsero circa 20 milioni di lire, una cifra che lasciò esterrefatti e dal momento che la malattia che ci portò via Augusto era un tumore pensammo, con Beppe, di utilizzare i soldi e di orientare le nostre offerte in quella direzione.

Chiedemmo il parere ad una persona autorevole che ci avrebbe potuto dare un consiglio: il prof.Umberto Veronesi.
Ci recammo a Milano per incontrarlo, ci ricevette con grande cordialità e dimostrò di conoscere Augusto il suggerimento fu immediato, finanziare una borsa di studio per la ricerca oncologica ad un neo laureato, dal momento che Augusto tanto aveva amato i giovani e che quella sarebbe stata una bella possibilità per uno di loro.

Così fu, diffondemmo questo progetto che appagò tutti, ci sentivamo di combattere questo male con tutte le nostre forze ed energie. In quell’anno, il 1993, alcuni farmaci erano in fase sperimentale, finanziammo la ricerca di uno di questi in particolare che risultò poi essere valido
per donne operate di tumore al seno. Ora a distanza di 20 anni questo farmaco è largamente usato in fase post operatoria , successivamente alla prima donazione continuammo a sostenere questa ricerca con altre 2 borse di studio, ma per farlo decidemmo di creare qualcosa che potesse unirci per continuare quanto avevamo iniziato e che ci sembrava l’omaggio più bello ad Augusto.

L’Associazione nacque a tutti gli effetti, avrebbe portato il suo nome ed aggregato tutti quelli che avevano voglia di ricordarlo in maniera concreta e solidale. Io avrei fatto il presidente, amici e parenti i consiglieri , arrivarono testimonianze di consenso da ogni parte d’Italia, il lavoro per organizzare ogni sorta di iniziativa atta a raccogliere fondi fu e a tutt’oggi è merito dei Nomadi Fans Club ma anche di persone semplicemente affezionate. In questi anni tante sono state le iniziative a suffragio di questo nobile scopo ed altrettante sono state le donazioni fatte anche di pochi euro che sommati fanno la forza, l’emozione e l’entusiasmo di chi li offre. Anche l’Associazione ha, nel tempo, promosso eventi per diffondere, non solo il fine legato alla ricerca, ma anche la conoscenza di Augusto, del suo mondo artistico e interiore.

Sono state organizzate mostre di dipinti in luoghi autorevoli e di grande valore artistico, per citarne alcuni: la cripta della Basilica di S.Croce a Firenze, la Basilica di S.Francesco ad Assisi, Palazzo Elti a Gemona (Ud).
Così come le pubblicazioni d’arte, i libri, il calendario annuale e i tesseramenti, sono una cospicua fonte di raccolta, speriamo che anche il Libro e lo Spettacolo Musicale possano essere un viatico fortunato, l’impegno e l’emozione abbondano in ogni iniziativa.


Le donazioni a febbraio 2013 sono state 48 ad una decina di Ospedali e Centri di Ricerca e Cura oncologica sparsi su tutto il territorio, principalmente al nord Italia da dove provengono le maggiori offerte, i progetti sostenuti sono stati attentamente valutati, ma per una maggiore consapevolezza, dall’anno 2012, all’interno dell’Associazione è stato inserito un Consulente Scientifico, il Prof. Pier Giorgio Petronini dell’Università di Parma, al quale nell’ anno 2010, a sua volta, sono state assegnate due borse di Studio per una ricerca sul tumore al polmone.

sabato 8 novembre 2014

L'entusiasmo di Carlo

"Ciao, tu sei Jessica, giusto?"

Ho parlato con Carlo per la prima volta durante una manifestazione per l'interramento della Rho-Monza, a Milano, quattro anni fa. Ero lì con il mio blocco per gli appunti e una penna, per un articolo.
Fino a quel momento lo conoscevo "a distanza", leggevo il suo blog, un punto di riferimento per molti padernesi e non solo. A prescindere dalle idee politiche.

"Ti devi buttare, adesso che sei giovane. Io ormai mi faccio da parte e il mio compito è quello di aiutare i giovani" poche parole e già si capiva subito che era una persona che amava i fatti e che si impegnava concretamente per il cambiamento.
Le sue non restavano solo delle frasi pronunciate per colpire le persone intorno a lui, ma erano sempre accompagnate dalla concretezza e dalla coerenza.

E lo aveva fatto anche con Restare Umani, il circolo culturale a cui ha dato tutto se stesso. Iniziative, proposte, idee, progetti. Reading, mostre fotografiche, presentazioni di libri, il corso di giornalismo... Un vulcano di entusiasmo, fino all'ultimo.

Entusiasmo, sì. Carlo ne aveva tantissimo e sapeva contagiare in modo positivo chi gli era vicino.
Carlo aveva una forza d'animo straordinaria, una passione che sapeva andare oltre, una volontà che non crollava mai.

Carlo, con i suoi gesti, con il suo impegno, con le sue azioni, ha trasmesso qualcosa di speciale, qualcosa di davvero concreto. Ha dimostrato che lo spirito e la forza di volontà, il cuore e la testa, possono mettere a tacere la bocca del dolore e della difficoltà. Lo ha fatto attraverso i fatti, attraverso il suo impegno continuo, vivissimo e forte. Impegno per il cambiamento, per la cultura, per la sua città.

Carlo è stato e continua a essere un esempio. E, anche se sono sicura che non avrebbe mai voluto definirsi un "maestro", o un "insegnante", be', non posso fare a meno di dire che qualcosa, invece, con il suo modo di agire e di essere presente, ha insegnato.
Ha insegnato cosa significa essere concreti, essere presenti, impegnarsi sul serio per qualcosa in cui si crede, al di là di tutto, al di là delle complessità. 

Grazie, di cuore.




Si Carlo era proprio così in ogni cosa che faceva‎ ci metteva tutto se stesso e fino all'ultimo con la raccolta firme sui diritti civili, ci conoscevamo da molti anni sua figlia Cristina e mia figlia Jessica hanno la stessa età e andavano all'asilo insieme.

Abbiamo fatto tante cose insieme e quando mi ha parlato del Circolo non ci ho pensato due volte e l'ho appoggiato subito come per la lista di Sinistra x Paderno. 
E devo a lui anche questo spettacolo del 28 che quando gliene ho parlato è stato subito entusiasta e che voleva fare ed esserci ad ogni costo come mi aveva detto giovedì sera quando ero andato a trovarlo. 
Adesso ci sarà un grande vuoto. Ciao Carlo

Adriano

martedì 23 settembre 2014

Italiani in bianco e nero-1974/1984

Cari soci, il  Circolo Culturale Restare Umani, con la mostra fotografica di Carlo Arcari "Italiani in bianco e nero - 1974/1984" vi invita a partecipare all'inaugurazione della mostra che si terrà il 3 ottobre all'Area Metropolis 2.0 alle ore 21 grazie alla collaborazione di Cineteca Italiana. 
Alla presentazione dell'opera dell'autore, fotoreporter e giornalista, seguirà un dibattito su fotogiornalismo  ieri e oggi con Amedeo Novelli, fotografo e giornalista, fondatore nel 2007 di MAM Network, una casa editrice online tramite la quale dirige Witnes Journal, primo mensile italiano online di fotogiornalismo, e il portale FotoUp.net.
La mostra è una selezione di immagini che l’autore ha realizzato nel periodo che va dal dicembre 1974 alla fine del 1984.
Quello fotografato è un Paese in quegli anni popolato ancora da emigranti che vivevano nelle baracche dei cantieri di Zurigo dove lavoravano senza permesso di soggiorno, operai-artigiani e operai-massa, famiglie che si arrangiavano col lavoro a domicilio, pensionati e sacerdoti che affermavano «la chiesa è del popolo»: un’Italia in transito da un dopoguerra persistente a un consumismo incerto e ineguale.
L’esposizione (una cinquantina di immagini stampate quasi tutte con ingranditore, carta fotografica e acidi, come un tempo) sarà anche l’occasione per proporre al pubblico una riflessione sulla professione di fotoreporter. La mostra sarà infatti accompagnata da tre film che raccontano, con stile molto diverso tra di loro, vite intrecciate alla fotografia e alle sue molteplici e impreviste implicazioni. In programma Alla ricerca di Vivian Maier (venerdì 3 ottobre dopo l’inaugurazione della mostra), che racconta la vita privata di una delle più grandi fotografe di strada; Occhio indiscreto (mercoledì 15 ottobre ore 21.15), film dove s'intrecciano molti temi come i rapporti tra fotografia e cinema e la caducità del lavoro umile del fotoreporter che, però, tende al riscatto dell'arte; infine Blow Up (martedì 28 ottobre ore 21) di Michelangelo Antonioni, Palma D’Oro a Cannes e Nastro d’Argento per il miglior film straniero.
La mostra resterà esposta al pubblico dal  3 ottobre al  12 novembre 2014.

venerdì 28 febbraio 2014

Cosa c'è oltre la paura?

Il Circolo Culturale Restare Umani è una associazione che ama affrontare in maniera non scontata alcuni temi dell’attualità sociale e culturale. Ama farlo anche presentando libri e favorendo quindi l’incontro con gli autori e le loro esperienze culturali.
Ieri sera all'Auditorium Tilane il Circolo ha presentato l'ultimo libro di Roberto Cornelli, docente universitario e Sindaco di Cormano, "Oltre la Paura", un saggio di criminologia politica scritto a quattro mani con Adolfo Ceretti (dello stesso autore: Proprietà e sicurezza – 2007 e Paura e ordine nella modernità - 2008).
A intervistarlo, Gianfranco Massetti, consigliere comunale ed ex sindaco di Paderno Dugnano che gli ha chiesto come prima cosa "perché questo libro" e la risposta è stata:
Perché nelle nostre città si discute poco o male del tema della sicurezza ed è molto diffuso il sentimento della paura, almeno a leggere i media locali. E’ ancora possibile affrontare con tanta superficialità questo tema che invece è stato tanto approfondito? Gli stereotipi sono ancora così forti e cosi radicati nell’animo umano che non è possibile un approccio più razionale, più scientifico, più moderno, più positivo? Noi abbiamo provato a partire dai dati per analizzare e spiegare il divario esistente tra la quantità e qualità degli eventi criminosi e la percezione di insicurezza.
Si parla spesso in Italia di incremento dei reati e della criminalità: ma i dati scientifici cosa dicono? E’ vero?
Non è vero, c'è stato un andamento lento di crescita fino agli anni '70, poi un impennata che è durata fino agli anni 90. Da allora si è registrato un declino costante del numero dei reati che continua fino ad oggi. Solo da noi e solo negli anni 90 si è assistito ad un uso pubblico (e politico ) della paura come strumento di rassicurazione e consenso elettorale, ma i dati indicano che oggi l'Italia è uno dei paesi del mondo con il tasso di criminalità più basso.
Nel libro citi varie esperienze europee ed americane: broken windows, gated communities, civility orders? Ce ne puoi parlare?
Le inciviltà, le società o zone segregate-recintate con la privatizzazione degli operatori della sicurezza, le ordinanze americane, inglesi ed italiane dei sindaci che si sono appropriati del tema pubblico della insicurezza (tolleranza zero) hanno tentato – sbagliando perché ledono i diritti universali dei cittadini - di trasformare le sofferenze urbane (homless, indigenti, tossicodipendenti, psichiatrici, writers, immigrati) in problema “penale” comunale. Invece che costruire o progettare una società e una comunità inclusiva, si pensa di reprimere, separare, disinfestare….allontanare i fastidi.

Che cosa è l’esempio molto frainteso del "controllo di vicinato", è possibile, secondo te, sperimentare forme di sicurezza "partecipata”.
Si ci sono tanti esempi di buone pratiche nei Comuni italiani (vedi il sito del Forum Italiano Sicurezza Urbana). Si punta a rafforzare il welfare comunale piuttosto che spendere ingenti somme nei sistemi di prevenzione e sicurezza securitaria (aumento degli organici della Polizia Locale, telecamere..).
E come giudichi il cosiddetto controllo preventivo?
Il rischio (e l’illusione della criminologia e della politica di destra) è quello di poter escludere dal conteso comunitario tutti i sospetti di comportamenti, non criminali, ma fastidiosi. Chi è più sospetto? Bisogna fare molta attenzione su questo terreno perché chiunque di noi può avere comportamenti non graditi a qualcun altro…
Perché abbiamo paura oggi? Mi ha colpito una frase del tuo libro dove avverti che “la paura dei barbari è ciò che rischia di renderci barbari”.
I reati diminuiscono, è un dato di fatto, ma abbiamo sempre più paura perché la città attorno a noi è cambiata e continua a cambiare velocemente, nuovi cittadini arrivano qui da altri paesi, con abitudini, culture, immagini e stili di vita diversi e noi reagiamo con fastidio al cambiamento che ci fa paura perché non lo conosciamo. Le sofferenze urbane che nascono dalla nostra difficoltà di metterci in relazione con un prossimo che sentiamo come alieno e nemico, sono in realtà il risultato dell’assenza di un progetto di cittadinanza inclusiva che la comunità deve saper realizzare.
Che rapporto c'è tra carcere e salute mentale?
Tutti noi abbiamo paura della violenza, è normale, e dopo aver assistito o subito una violenza abbiamo bisogno di rassicurazione e di allontanare da noi stessi i "criminali" che subito vengono identificati come pazzi, cioè diversi dalle persone "normali", quando invece analizzando con il metodo della criminologia i fatti accaduti si scopre spesso che i "criminali" sono in realtà persone normalissime, come noi.
La sicurezza non è né di destra né di sinistra? Sei d’accordo?
No, c'è un approccio molto diverso al tema della sicurezza. Semplificando: più arretra la mano sinistra del welfare locale, dei progetti di inclusione sociale, più avanza la mano destra della segregazione, della separazione, dell'atomizazzione, della prevenzione securitaria.
Perché un saggio di “criminologia politica”, per far capire forse i fondamenti delle attuali politiche di sicurezza?
Meglio analizzare bene le fondamenta psicologiche, sociali e di conteso dei comportamenti "fastidiosi", cercare di capire perché oggi e qui si diffondono sentimenti molto umani di paura e capire come questo sentimento viene usato anche strumentalmente, che indicare facili e pronte “risposte” a problemi che non sono né facili né di facile soluzione. Il tema vero è l’integrazione sociale oggi, fatta di conoscenza reciproca, conoscenza condivisa, cura e vigilanza sociale del territorio. Questa è la vera sfida.